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Start-up innovative gli incentivi del 2016

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Anche per il 2016 sono stati riconfermati gli incentivi fiscali a favore dei soggetti che investono nel capitale delle start-up innovative. L’autorizzazione è arrivata con la Decisione SA 36866 del 14.12.2015 con la quale il Ministero dello Sviluppo economico ha firmato il decreto, insieme a un altro provvedimento in materia di nuove imprese ad alto tasso di innovazione, con le facilitazioni per l’accesso ai Fondi di Garanzia.

Per le persone fisiche l’incentivo consiste in una detrazione dall’imposta lorda pari al 19% della somma investita.

Invece, i soggetti passivi Ires potranno fruire di una deduzione dal reddito complessivo di un importo pari al 20% dei conferimenti effettuati. Le percentuali salgono al 25% nel caso di investimenti nelle start-up a vocazione sociale e al 27% nel caso di investimenti in start-up innovative che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico.

Definizione di start-up

Le start-up innovative sono state introdotte dagli artt. da 25 a 32, D.L. 18.10.2012, n. 179, conv. con modif. dalla L. 17.12.2012, n. 221 , recanti le «Misure per la nascita e lo sviluppo di imprese start up innovative», in vigore dal 19.12.2012, come società di capitali costituite anche sotto forma di cooperativa, di S.p.a., di S.a.p.a., di S.r.l. anche semplificate o a capitale ridotto, o come Societas Europea, aventi sede fiscale in Italia, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non siano quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione.

La Europea (SE) è un nuovo tipo di società per l’esercizio di impresa con una forma giuridica sopranazionale e di cooperazione tra le imprese che operano all’interno del mercato comune, e per questo è soggetta a regole di base del diritto comunitario indipendente dai diritti nazionali, valide ai soli fini fiscali, di concorrenza e crisi d’impresa strutturate attraverso filiali o gruppi.

Requisiti delle start up innovative

Affinché possa configurarsi una start-up devono ricorrere le seguenti condizioni:

  • dalla costituzione della società e per i successivi 24 mesi i soci, persone fisiche, devono detenere il 51% di azioni o quote e diritti di voto;
  • la società costituita non deve operare da più di 48 mesi;
  • la società deve avere la sede principale dei propri affari e interessi in Italia;
  • il valore della produzione annua, a partire dal secondo anno di attività, non deve superare i € 5 milioni;
  • la società non deve distribuire o aver distribuito utili;
  • la società deve avere come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
  • la società non deve essere stata costituita a seguito di fusione, scissione societaria o di una cessione di azienda o di ramo di azienda.

Inoltre, la start-up deve soddisfare almeno uno dei seguenti criteri:

  • le spese per la ricerca e sviluppo devono essere uguali o superiori del 20% rispetto all’importo sostenuto tra il costo e il valore della produzione. Non rientrano in questa fattispecie le spese per l’affitto o l’acquisto di beni immobili, mentre sono ammissibili le spese per la sperimentazione di nuovi prodotti e servizi, prototipi e sviluppo del business plan, le spese relative ai servizi di incubazione forniti da incubatori certificati, i costi lordi di personale interno e consulenti esterni impiegati nelle attività di ricerca e sviluppo, inclusi soci ed amministratori, le spese legali per la registrazione e la protezione di proprietà intellettuale, termini e licenze d’uso;
  • la società deve impiegare una forza lavoro altamente specializzata che ha svolto o sta svolgendo un dottorato di ricerca presso un’Università italiana o straniera, oppure che sia in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno 3 anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all’estero, che dovrà essere assunta dalla società in qualità di dipendenti o di collaboratori , con una percentuale uguale o superiore a 1/3 del personale già assunto;
  • la società deve essere titolare o depositaria o licenziataria di almeno un brevetto relativo ad un’invenzione industriale, biotecnologica o relativa ai semiconduttori e alle varietà vegetali.

È necessario distinguere tra start-up innovative a vocazione sociale e le start-up del settore energetico (si veda la Tabella n. 1).

Tabella n. 1 – Distinzione tra start-up innovative a vocazione sociale e le start-up del settore energetico

Start-up innovative a vocazione sociale Rientrano in questa tipologia le start-up innovative che operano esclusivamente in questi settori: valorizzazione del patrimonio culturale; turismo sociale; formazione universitaria e post-universitaria; ricerca ed erogazione di servizi culturali; formazione extra-scolastica; servizi strumentali alle imprese sociali; assistenza sociale; assistenza sanitaria; assistenza socio-sanitaria; educazione, istruzione e formazione; tutela dell’ambiente e dell’ecosistema
Start-up innovative del settore energetico Rientrano in questa tipologia le start-up innovative attive con i codici Ateco 2007: 27.1, 27.2, 27.32, 27.33, 28.11, 28.12, 28.13, 28.14, 28.15, 28.21, 28.25, 28.29.2, 29.31, 72.1

Normativa

L’efficacia della disposizione del presente articolo è subordinata, ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, all’autorizzazione della Commissione europea , richiesta a cura del Ministero dello sviluppo economico.

In merito anche l’Agenzia delle Entrate, con la C.M. 11.6.2014, n. 16/E ha fornito chiarimenti interpretativi sull’applicazione ed estensione degli incentivi.

Ambito soggettivo

Gli incentivi sono riconosciuti:

  • alle persone fisiche, quindi ai soggetti passivi Irpef di cui al Titolo I, D.P.R. 22.12.1986, n. 917 (persone fisiche, enti non commerciali, imprenditori individuali, soggetti che producono redditi in forma associata);
  • alle persone giuridiche, cioè i soggetti passivi Ires, di cui al Titolo II, D.P.R. 917/1986.

Inoltre, ai sensi dell’art. 4, co. 1, D.M. 30.1.2014 , sono ammessi anche i soci delle S.n.c. e delle S.a.s. Pertanto, come evidenziato nella C.M. 16/E/2014 possono beneficiare delle agevolazioni anche:

  • le società semplici;
  • le società equiparate a quelle di persone (società di armamento, società di fatto, associazioni senza personalità giuridica costituite fra persone fisiche per l’esercizio in forma associata di arti e professioni);
  • le imprese familiari.

Soggetti esclusi

Come espressamente previsto dalla normativa, non possono beneficiare degli incentivi fiscali:

  • le start-up innovative;
  • gli incubatori certificati (l’incubatore certificato è una società di capitali, anche cooperativa, residente in Italia che segue e accompagna il processo di avvio e di sviluppo delle start-up innovative, dall’idea imprenditoriale fino alla sua concreta realizzazione);
  • gli organismi di investimento collettivo del risparmio e le altre società di capitali che investono prevalentemente in start-up innovative, che realizzino investimenti propri nel capitale di start-up innovative.

Investimenti agevolabili

Il beneficio fiscale è collegato ai conferimenti in denaro effettuati sia in sede di costituzione della start-up innovativa, sia in sede di aumento di capitale sociale in caso di società già costituite.

In particolare, le agevolazioni trovano applicazione nel caso di:

  • conferimenti in denaro e non in natura che sono iscritti alla voce capitale sociale e riserva da sovrapprezzo delle start-up innovative o delle società di capitali che investono prevalentemente in start-up innovative;
  • conferimenti derivanti dalla conversione di obbligazioni convertibili in azioni o quote di nuova emissione;
  • investimenti in quote degli organismi di investimento collettivo del risparmio (Oicr).

Come evidenziato dalla C.M. 16/E/2014, si considera conferimento in denaro (e costituisce pertanto investimento agevolato) anche la sottoscrizione di un aumento di capitale mediante compensazione di crediti, ad eccezione di quelli originati da cessione di beni o prestazione di servizi.

Investimenti non agevolabili

Gli investimenti esclusi e quindi non agevolabili riguardano quelli effettuati in start-up innovative:

  • che operano nel settore delle costruzioni navali, dell’acciaio e del carbone;
  • che si qualificano come «imprese in difficoltà» così come definite dalle disposizioni comunitarie sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà.

Ulteriori esclusioni

Non sono agevolabili i conferimenti effettuati dai soggetti che già possiedono nelle start-up innovative oggetto dell’investimento partecipazioni superiori al 30%, in termini di diritti di voto esercitabili nell’assemblea ordinaria o di partecipazione al capitale o di patrimonio dell’azienda.

Ciò nonostante, come chiarito e precisato nella R.M. 22.1.2015, n. 9/E, tale presupposto preclusivo in sede di costituzione non può mai verificarsi, perché, in effetti, prima della costituzione, i soci fondatori non possono vantare nessuna partecipazione nella costituenda società. Pertanto, sono agevolabili solo i conferimenti posti in essere da soggetti che, prima di effettuare l’investimento, non hanno, nei termini sopra specificati, partecipazioni superiori al 30%. Nel computo del limite del 30% bisogna considerare anche le partecipazioni possedute dai familiari ai sensi dell’art. 230-bis, co. 3, c.c., ovvero da società controllate (art. 2359, co. 1, n. 1), c.c.).

Infine, è necessario evidenziare che le agevolazioni non si applicano in caso di investimenti effettuati tramite Oicr o altre società di capitali che siano, direttamente o indirettamente, a partecipazione pubblica.

Detrazione per i soggetti Irpef

Per i soggetti passivi Irpef, il beneficio consiste in una detrazione dall’Irpef lorda pari al 19% della somma investita nel capitale sociale di una o più start-up innovative.

La percentuale arriva al 25% nel caso di investimenti in start-up innovative a vocazione sociale o in start-up innovative che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico.

L’investimento massimo su cui calcolare la detrazione non può eccedere l’importo di € 500.000. Allorché la detrazione sia di ammontare superiore all’imposta lorda, l’eccedenza può essere portata in detrazione dall’imposta lorda sul reddito delle persone fisiche dovuta nei periodi di imposta successivi, ma non oltre il terzo, fino a concorrenza del suo ammontare.

L’Agenzia delle Entrate con la C.M. 7.7.2015, n. 26/E, ha ribadito che i soggetti passivi Irpef che effettuano investimenti in imprese start-up innovative per ottenere la detrazione fiscale devono presentare obbligatoriamente il Mod. Unico, perché nel Mod. 730 la detrazione non è presente (esempio n. 1).

ESEMPIO N. 1 – INVESTIMENTO DA PARTE DI UNA PERSONA FISICA IN DUE START-UP
Il Signor Bianchi, nell’anno 2016, effettua 2 investimenti nel capitale sociale di start-up innovative:

  • il primo, pari a € 40.000, in una start-up innovativa alla quale è riconosciuta una detrazione del 19%;
  • il secondo, pari a € 60.000, in una start-up innovativa in relazione alla quale è riconosciuta una detrazione del 25%.
La somma totale investita è pari a € 100.000 (40.000 + 60.000), non superiore all’investimento massimo detraibile previsto dalla norma (€ 500.000). Nel Mod. Unico PF 2017, quindi, il signor Bianchi fruirà di una detrazione pari a € 22.600 (40.000 x 19% + 60.000 x 25%).

Deduzione per i soggetti Ires

Per i soggetti Ires, il beneficio consiste in una deduzione dal reddito imponibile pari al 20% dei conferimenti rilevanti. La deduzione è aumentata al 27% nel caso in cui l’investimento venga effettuato in start-up innovative a vocazione sociale e del settore energetico.

In ogni caso, l’investimento massimo deducibile non può comunque eccedere l’importo di € 1,8 milioni.

Nel caso in cui la deduzione sia di ammontare superiore al reddito complessivo dichiarato, l’eccedenza può essere computata in aumento dell’importo deducibile dal reddito complessivo dei periodi di imposta successivi, ma non oltre il terzo, fino a concorrenza del suo ammontare (esempio n. 2).

ESEMPIO N. 2 – INVESTIMENTO DA PARTE DI UNA S.P.A. IN DUE START-UP

La società Beta S.p.a. nell’anno 2016 effettua 2 investimenti nel capitale sociale di start-up innovative:

  • il primo, pari a € 100.000, in una start-up innovativa alla quale è riconosciuta una deduzione del 20%;
  • il secondo, pari a € 180.000, in una start-up innovativa in relazione alla quale è riconosciuta una deduzione del 27%.
La somma complessivamente investita è pari a € 280.000 (100.000 + 180.000), non superiore all’investimento massimo deducibile previsto dalla norma (€ 1,8 milioni). Nel Mod. Unico SC 2017, la società Beta procederà ad una variazione in diminuzione di € 68.600 (100.000 x 20% + 180.000 x 27%).

Altri vantaggi e agevolazioni

Tra i principali vantaggi e agevolazioni fiscali che derivano dalla creazione di una start-up innovativa figurano:

  • l’esenzione dall’imposta di bollo, dal diritto di segreteria per l’iscrizione nel registro delle imprese e dal diritto annuale camerale;
  • un credito d’imposta del 35%: agevolazione per l’assunzione di personale altamente qualificato fino a una soglia massima di € 200.000 annui per ogni impresa;
  • contratti di lavoro rinnovabili: in deroga a quanto stabilito dalla riforma del lavoro, i contratti a tempo determinato dopo 36 mesi per le società ammesse alle start-up si possono rinnovare per ulteriori 12 mesi;
  • , ovvero la possibilità di raccogliere fondi attraverso piattaforme online, in base alla normativa Consob;
  • internazionalizzazione attraverso il sostegno dell’Agenzia Ice, che si occupa della promozione all’estero delle imprese italiane e del Desk Italia, ossia offre assistenza in materia normativa, societaria, fiscale, immobiliare, contrattualistica e creditizia, eventuale ospitalità a titolo gratuito alle principali fiere e attività volta a favorire l’incontro delle start-up innovative con investitori potenziali per le fasi di early stage capital e di capitale di espansione;
  • remunerazione con strumenti finanziari della start-up innovativa e dell’incubatore certificato.

Documentazione necessaria per ottenere le agevolazioni

Per beneficiare degli incentivi fiscali, è necessario conservare la seguente documentazione:

  • certificazione rilasciata dalla start-up innovativa che attesti il rispetto del limite annuo di investimenti agevolabili ricevuti pari a € 2,5 milioni di euro, relativamente al periodo di imposta in cui è stato effettuato l’investimento;
  • copia del piano di investimento della start-up innovativa, indicante informazioni sull’oggetto della prevista attività della medesima start-up innovativa, sui prodotti, nonché sull’andamento, previsto o attuale, delle vendite e dei profitti;
  • la certificazione rilasciata dalla start-up innovativa attestante l’oggetto della propria attività, per gli investimenti effettuati in start-up a vocazione sociale e in start-up che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico.

Nel caso di investimenti indiretti, il possesso dei requisiti che identificano le Oicr o le altre società che investono prevalentemente in start-up innovative deve essere certificato, su richiesta dell’investitore, dalle società intermediarie unitamente all’entità dell’investimento agevolabile indirettamente effettuato. Tale certificazione deve essere rilasciata entro il termine per la presentazione del Mod. Unico relativa al periodo d’imposta in cui l’investimento si intende effettuato.

Decadenza dal beneficio

Il diritto al beneficio decade se, entro 2 anni dalla data in cui l’investimento rileva, si verifica:

  • la cessione, anche parziale, a titolo oneroso, delle partecipazioni ricevute in cambio degli investimenti, inclusi gli atti a titolo oneroso che importano costituzione o trasferimento di diritti reali di godimento e i conferimenti in società;
  • la riduzione di capitale sociale nonché la ripartizione di riserve o altri fondi costituiti con sovrapprezzi di emissione delle azioni o quote delle start-up innovative o delle società che investono prevalentemente in start-up innovative;
  • il recesso o l’esclusione degli investitori;
  • la perdita, in capo alla società partecipata, di uno dei requisiti (soggettivi ed oggettivi) richiesti per la qualifica di start-up innovativa.

La decadenza produce effetti nel periodo di imposta in cui si verifica una delle condizioni esposte e comporta l’obbligo per il beneficiario di restituire il risparmio di imposta ottenuto fino a tale momento, insieme agli interessi legali.

Da: Riviste 24


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