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Start up innovative gli incentivi per il 2016

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Via libera alla fruizione delle agevolazioni fiscali per chi investe in start-up innovative anche per il 2016. La proroga è contenuta nel decreto 25 febbraio 2016 del ministero dell’Economia, pubblicato in «Gazzetta Ufficiale» n. 84 dell’11 aprile.

Gli incentivi contemplati dall’articolo 29 del Dl 179/2012 a favore delle start-up innovative si articolano su due livelli:

(a) vantaggi tributari per chi investe nel capitale delle start-up;

(b) incentivi diretti alle start-up.

Vantaggi Tributari

Per le persone fisiche e giuridiche che investono in start-up innovative, sia direttamente che attraverso fondi specializzati, sono previste detrazioni di imposta.

Nel caso delle persone fisiche, la detrazione di imposta è pari al 19% della somma investita (elevabile al 25% in presenza di start-up a vocazione sociale o che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico).

L’investimento massimo agevolabile è di 500.000 euro per ciascun periodo di imposta, con un vincolo di destinazione di almeno 2 anni (a pena di decadenza).

Per i soggetti passivi Ires, la deduzione del reddito imponibile è pari al 20% delle somme investite (elevabile al 27% in presenza di start-up a vocazione sociale o che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico), per un importo massimo non superiore a 1,8 milioni di euro, a condizione che non dispongano dell’investimento prima di 2 anni.

Qualora la detrazione sia di ammontare superiore all’imposta lorda, l’eccedenza può essere portata in detrazione dall’imposta sul reddito delle persone fisiche o giuridiche dovuta nei periodi di imposta successivi, ma non oltre il terzo, fino a concorrenza del suo ammontare.

Le agevolazioni spettano fino a un ammontare complessivo dei conferimenti non superiore a 15 milioni per ciascuna start up innovativa.

Le agevolazioni non spettano per gli investimenti effettuati mediante organismi di investimento collettivo del risparmio e società, direttamente o indirettamente, a partecipazione pubblica e in quelle start-up che possono qualificarsi come imprese in difficoltà ai sensi degli «Orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà». Parimenti esclusi gli investimenti nelle start-up operative nel settore della costruzione navale e dei settori del carbone e dell’acciaio.

Condizioni per l’accesso ai benefici

Le condizioni di accesso ai benefici da parte degli investitori sono stringenti, ovvero dovranno ottenere una certificazione della start-up innovativa che attesti di non avere superato il limite dei 15 milioni, una copia del piano di investimento della start-up innovativa, che ne riassuma anche attività, prodotti e andamento previsto e, infine, per gli investimenti effettuati in start-up a vocazione sociale o che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico.

Fonte: Ilsole24ore

Scheda di sintesi del Ministero dello Sviluppo Economico policy startup 27/03/15

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