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Ristretta base societaria e presunzione di distribuzione di utili extracontabili

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Solo il carattere definitivo del giudizio nei confronti della società, nel caso di specie una srl, consentirebbe di agire nei confronti dei soci, per la presunta distribuzione degli utili extracontabili; il giudizio, per contro, deve essere sospeso in attesa della definizione di quello nei confronti della società.

Così la Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 10208 del 27/04/2018.

Cassazione Civile Ord. Sez. 5 Num. 10208 Anno 2018
Presidente: GRECO ANTONIO
Relatore: MENGONI ENRICO
Data pubblicazione: 27/04/2018

Motivazione

Come da costante e condivisa giurisprudenza di legittimità, l’accertamento tributario nei confronti di una società di capitali a base ristretta, nella specie riferito ad utili extracontabili, costituisce un indispensabile antecedente logico-giuridico dell’accertamento nei confronti dei soci, in virtù dell’unico atto amministrativo da cui entrambe le rettifiche promanano, con la conseguenza che, non ricorrendo, come per le società di persone, un’ipotesi di litisconsorzio necessario, in ordine ai rapporti tra i rispettivi processi, quello relativo al maggior reddito accertato in capo al socio deve essere sospeso ai sensi dell’art. 295 cod. proc. civ., applicabile nel giudizio tributario in forza del generale richiamo dell’art. 1 del d.lgs. n. 546 del 1992 (tra le altre, Sez. 5, n. 23323 del 31/10/2014, Rv. 633099-01; Sez. 5, n. 16294 del 16/7/2014, Rv. 632245-01; Sez. 5, n. 1865 dell’8/2/2012, Rv. 621385-01; nei medesimi termini, si veda anche Sez. 5, n. 24049 del 16/11/2011, Rv. 620335-01).

Quanto precede, peraltro, a prescindere dal carattere definitivo dell’accertamento nei confronti dell’ente, erroneamente affermato nella sentenza impugnata, costituendo comunque – tale accertamento in sé – presupposto del distinto accertamento presuntivo a carico del socio (Sez. 5, n. 4485 del 7/3/2016, Rv. 639128-01).

E fermo restando, comunque, che i due giudizi mantengono carattere indipendente, con la conseguenza che il socio, ove abbia impugnato l’accertamento a lui notificato senza aver preso parte al processo instaurato dalla società, conserva la facoltà di contestare non solo la presunzione di distribuzione di maggiori utili ma anche la validità dell’accertamento, a carico della società, in ordine a ricavi non contabilizzati (Sez. 5, n. 19013 del 27/9/2016, Rv. 641108-01).

Qualora, poi, quest’ultimo assuma carattere definitivo, il giudicato così formatosi ha efficacia riflessa nel giudizio intercorso tra l’Agenzia delle entrate ed il socio, in quanto detto accertamento negativo rimuove il presupposto da cui dipende il maggior utile da partecipazione conseguito dal socio stesso (Sez. 5, n. 24793 del 4/12/2015, Rv. 638125-01).

Solo il carattere definitivo di questo avrebbe consentito di ritenere presunta la distribuzione degli utili ai soci; il giudizio, per contro, avrebbe dovuto esser sospeso in attesa della definizione dell’altro.

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