Home Fiscale e Tributario Omaggi e regali ai dipendenti e ai clienti, perchè non un buono...

Omaggi e regali ai dipendenti e ai clienti, perchè non un buono Amazon?

50
0
CONDIVIDI
Omaggi-e-regali-ai-dipendenti-e-ai-clienti,-perchè-non-un-buono-Amazon-studiorussogiuseppe

L’avvicinarsi del periodo natalizio è un’ottima occasione per le aziende, al fine di promuovere la propria immagine o di consolidare i rapporti con i clienti e fornitori, di omaggiarli con dei regali.

Rispetto all’omaggio tradizionale (tipicamente il cesto natalizio) si sta diffondendo l’acquisto dei cosiddetti «cofanetti regalo», ovvero dei buoni da poter spendere per acquistare beni e/o servizi.

Anche il colosso delle vendite on line Amazon offre ai propri clienti la possibilità di regalare dei «cofanetti regalo».

Il «cofanetto regalo» può essere scelto con tagli da 20 a 200 Euro ed utilizzato per fare acquisti su Amazon. Puoi regalare ai dipendenti fino a 258,23 euro, senza ulteriori costi aziendali (art. 51, comma 3 T.U.I.R) e ai tuoi clienti e fornitori, fino ad un valore complessivo di 50,00 euro, deducibili come spese di rappresentanza (art. 108, coma 2 T.U.I.R e D.M 19/11/2008).

Incentivi ai dipendenti

Il valore nominale dei buoni acquisto non concorre alla formazione del reddito del lavoratore dipendente, se di importo nel periodo d’imposta, complessivamente non superiore ad euro 258,23.

Le erogazioni liberali di beni, prestazioni, opere e servizi (anche mediante buoni spesa), sono interamente deducibili dal reddito d’impresa del datore di lavoro come spese per prestazioni di lavoro dipendente.

Il regalo a clienti o fornitori

Il regalo ai clienti e ai fornitori, come spese di rappresentanza o omaggi, è deducibile secondo le regole previste per le spese di rappresentanza e fino ad un valore complessivo di 50,00 euro. (art. 108, coma 2 T.U.I.R e D.M 19/11/2008).

La finalità dei “buoni regalo” è eminentemente di natura promozionale e vede coinvolti quattro operatori:

1 La società emittente;
2 Il soggetto acquirente del buono;
3 L’esercizio convenzionato presso cui spendere il buono
4 Il beneficiario del buono.

Nei casi più semplici, (come nel caso di Amazon) i buoni possono essere spesi solamente presso l’emittente degli stessi, come anche le “gift cards” emesse nel periodo natalizio dagli esercizi che commercializzano prodotti gastronomici, agenzie di viaggio, librerie, ecc..

Il trattamento ai fini Iva

La cessione di un «voucher» che attribuisce il diritto ad acquisire un bene o un servizio è un’operazione non rilevante ai fini Iva, perché è considerata una cessione di denaro e non rappresenta un pagamento anticipato del bene o del servizio a cui si riferisce. Sotto il profilo Iva, il «voucher» è semplicemente un titolo di legittimazione, ossia un documento che serve a individuare il soggetto che ha diritto al bene o al servizio. (Agenzia delle Entrate – risoluzione 21/E del 22 febbraio 2011).

A tale proposito va detto che la Direttiva 2016/1065/UE ha apportato modifiche alla materia. Gli Stati membri dovranno conformarsi alla direttiva entro il 31/12/2018.

Pertanto dal 01/01/2019 opereremo una distinzione:

  • se è noto il regime impositivo che deve essere applicato alla cessione del bene o alla prestazione del servizio a cui il buono dà diritto, la cessione del buono da parte dell’azienda emittente andrà assoggetta ad IVA;
  • se non si conosce a priori la cessione del bene o alla prestazione del servizio a cui il buono dà diritto, la cessione del buono da parte dell’azienda emittente non dovrà essere assoggetta ad IVA poiché non si conosce il trattamento IVA applicabile.

Va evidenziato che, laddove l’emittente richieda al venditore la corresponsione di una commissione per l’incremento del giro d’affari conseguente all’emissione delle “smart box”, tale commissione dovrà essere fatturata e assoggetta ad Iva, come peraltro specificatamente evidenziato nella R.M. n. 21/E/2011.

Print Friendly, PDF & Email