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Acconti in scadenza al 30 novembre

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Gentile Cliente, scade il prossimo 30 novembre il termine per il versamento del secondo acconto o unico acconto d’imposta per il 2018.

Il versamento in scadenza riguarderà le imposte dirette: Irpef, Ires e l’Irap, nonchè l’imposta sostitutiva per i contribuenti cosiddetti “forfetari” o “minimi”. 

In quali casi è dovuto l’acconto?

L’acconto è dovuto dai soggetti che hanno presentato il Mod. Redditi 2018 con un importo a debito pari o superiore a:
52,00 euro per i soggetti Irpef;
21,00 euro per società di capitali ed enti commerciali e non commerciali.

In quali casi non è dovuto l’acconto?

Non devono versare l’acconto:
> i soggetti che hanno evidenziato un’imposta pari a zero, ovvero di importo pari o inferiore a 51,00 o 20 euro;
> i soggetti che non dovevano presentare la dichiarazione dei redditi relativa al 2017.

Contributi previdenziali

I soggetti iscritti alla Gestione artigiani e commercianti e i soggetti titolari di redditi di lavoro autonomo (i cosiddetti «professionisti»), assoggettati al contributo Inps, dovranno provvedere al versamento della seconda rata dell’acconto del contributo relativo al 2018, sulla quota di reddito eccedente il minimale.

In caso di diminuzione del reddito è prevista l’autoriduzione degli acconti Inps (in base al cd. «metodo previsionale») così come specificato nella Circolare Inps del 10.6.1994, n. 182.

Come si calcola l’acconto

L’acconto viene “normalmente” calcolato con il cd. «metodo storico», ossia sulla base dell’imposta versata nell’anno precedente.

È però sempre possibile, in alternativa allo storico, l’adozione del «metodo previsionale», mediante il quale si procede ad un calcolo delle imposte presunte, su cui rideterminare, se più conveniente per il contribuente, il versamento degli acconti in scadenza.

Qualora quanto versato dovesse rivelarsi incapiente rispetto al totale definitivo, sarà sempre possibile ricorrere al ravvedimento operoso sulla base delle regole previste dall’art. 13, D.Lgs. 472/1997.

Sanzioni e ravvedimento operoso

Gli acconti scadenti il 30 novembre prossimo, ovvero nell’undicesimo mese dell’esercizio per i soggetti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, vanno versati in un’unica soluzione, senza possibilità di rateizzazione.

La sanzione, in caso di omesso o insufficiente versamento è pari al 30% dell’importo non versato o pagato in ritardo, riducibile al 15% se il rinvio non  è superiore ai 90 giorni.

In caso di pagamento entro 15 giorni dalla scadenza originaria, la sanzione del 15% va ridotta ad 1/15 per ogni giorno di ritardo. 

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